Siamo nel 1915. Ti chiami Federico, hai 19 anni e sei stato appena richiamato al fronte sulle gelide vette delle Dolomiti. Il fango, il freddo e il rombo dei cannoni sono la tua nuova realtà.
Ogni tua scelta cambierà il tuo destino.
Arrivi in trincea a notte fonda. Il tuo superiore, il sergente Bianchi, ti mette subito alla prova. "Ragazzo, c'è un nido di mitragliatrici nemico che ci sta massacrando. Dobbiamo portare un messaggio al comando nelle retrovie, ma il camminamento principale è sotto tiro."
[[Tenti di attraversare la "Terra di Nessuno" strisciando nel fango per accorciare i tempi.->scelta A]]
[[Percorri i tunnel scavati nella roccia, più sicuri ma lunghissimi e bui.->scelta B]]
Strisci nel fango gelido. Il cuore ti batte a mille. Improvvisamente, un razzo illuminante rischiara il cielo a giorno. Se ti muovi, sei morto. Rimani immobile tra i reticolati, fingendoti un sacco di sabbia. Il cecchino nemico spara un colpo che sibila a pochi centimetri dal tuo elmetto.
[[Riesci a consegnare il messaggio, ma arrivi stremato e ferito leggermente a una mano.->1]]
[[Hai consegnato il messaggio e ora sei in una retrovia protetta.->2]]
I tunnel sono stretti e l'aria è pesante. Senti l'odore di candele e sudore. Mentre procedi, senti un rumore ritmico provenire dal basso: tic, tic, tic. Ti fermi. Realizzi che i nemici stanno scavando una mina sotto i vostri piedi per far saltare in aria la montagna!
Hai poco tempo:
[[Corri a dare l'allarme per far evacuare la trincea sopra di te.->C]]
[[Cerchi di individuare il punto esatto dello scavo per piazzare una contromina e fermarli.->D]]Hai deciso di correre a dare l'allarme. Esci dal tunnel col fiato corto e urli al Capitano: "Stanno scavando sotto di noi! La mina è vicina!". Inizia un'evacuazione frenetica. Pochi minuti dopo che l'ultimo soldato è uscito dal camminamento, la terra trema. Un boato sordo solleva la roccia: la cima del monte non esiste più, sostituita da un cratere enorme. Hai salvato cento uomini.
Il Capitano ti guarda: "Hai fegato, ragazzo. Mi serve un volontario per una missione da vedetta in un avamposto isolato. È pericoloso, ma vedrai il nemico prima di chiunque altro."
[[Accetti la missione da vedetta per senso del dovere.->C1]]
[[Chiedi di restare con la tua compagnia; dopo lo shock dell'esplosione, hai bisogno di stare vicino ai tuoi amici.->C2]]Decidi di agire. Individui la parete da cui proviene il rumore e, insieme a un manipolo di genieri, piazzi dell'esplosivo. La tensione è altissima: se fate rumore, loro faranno brillare la loro carica prima della vostra. Accendete la miccia e scappate. L'esplosione sotterranea fa crollare il tunnel nemico. Nel silenzio che segue, senti dei lamenti provenire dalle macerie. Sono soldati nemici rimasti intrappolati.
[[Ti rifiuti di aiutarli. È la guerra, e loro volevano uccidervi.->D1]]
[[Cerchi di spostare i massi per estrarre i sopravvissuti. In fondo, sono ragazzi della tua età in una divisa diversa.->D2]]Il comando ti premia con un giorno di riposo, ma hai visto l'orrore da vicino.
[[conclusione->rifletti]]Il tuo amico Antonio, con le mani che tremano, ti porge carta e matita. "Federico, se mi succede qualcosa, voglio che mia madre sappia che non è come dicono i giornali. Qui non c'è gloria, solo fame e gelo. Tu cosa scriverai?"?
[[Scrivi una lettera cruda e sincera. Racconti degli assalti inutili e della scarsità di cibo. Corri il rischio che il "Tenente Censore" la legga e ti punisca per disfattismo.->11]]
[[Scrivi che va tutto bene, che il rancio è buono e che tornerai presto eroico. Non vuoi dare un dolore ai tuoi genitori, anche se ti senti un bugiardo.->22]]La tua lettera viene intercettata. Il Tenente Censore ti urla contro, accusandoti di "tradimento". Finisci in cella di rigore per due settimane, ma la tua lettera, anni dopo, viene ritrovata negli archivi: diventa una testimonianza preziosa per gli storici per capire la sofferenza dei soldati. Sei diventato una voce di verità.
[[conclusione->rifletti]]Tua madre legge la lettera e sorride, sollevata. Sopravvivi alla guerra e torni a casa. Solo dopo molti anni, davanti al fuoco, racconterai ai tuoi nipoti la verità, spiegando che il coraggio a volte sta anche nel proteggere chi ami dal dolore.
[[conclusione->rifletti]]
Passi mesi in un nido d'aquila isolato. Una notte vedi un movimento sospetto: un attacco a sorpresa. Lanci il razzo di segnalazione appena in tempo. L'attacco viene respinto e ricevi una medaglia al valore. La tua prontezza ha cambiato l'esito di una battaglia, ma il silenzio di quelle vette ti resterà dentro per sempre.
[[conclusione->rifletti]]urante l'offensiva successiva, il legame con i tuoi compagni è ciò che ti tiene in vita. Vi fate forza a vicenda nel fango della trincea. Quando finalmente arriva l'armistizio, il 4 novembre 1918, vi abbracciate piangendo. Non sei un eroe da medaglia, ma sei un uomo che non ha lasciato indietro nessuno.
[[conclusione->rifletti]]Il comando ti loda per aver neutralizzato la minaccia. Ma di notte, nel silenzio della trincea, quel lamento sotterraneo continua a rimbombarti nella testa. Hai vinto la battaglia, ma hai perso un pezzo della tua innocenza. Capisci che la guerra trasforma gli uomini in macchine.
[[conclusione->rifletti]]Estrai dalle macerie un ragazzo austriaco di nome Hans. Vi guardate negli occhi: siete uguali, impolverati e terrorizzati. Lui ti regala un piccolo pezzo di cioccolata prima di essere portato via come prigioniero. Anni dopo la guerra, riceverai una lettera da Vienna: è Hans che ti ringrazia per avergli permesso di tornare dalla sua famiglia.
[[conclusione->rifletti]]Indipendentemente dalla tua scelta, la Grande Guerra termina nel 1918, lasciando dietro di sé un mondo trasformato. Milioni di ragazzi come Federico tornarono a casa cambiati, portando con sé le cicatrici fisiche e psicologiche di un conflitto che per la prima volta fu davvero globale.
La storia ci insegna che non esistono "nemici", ma solo persone coinvolte in eventi più grandi di loro. Ogni scelta, anche la più piccola, definisce chi siamo come esseri umani.